Pensi ognuno come vuole; quanto a me, sono e sarò sempre dʼopinione che il vero, il solo vero è morale; e fermo in questa massima, non vorrò mai prestarmi alla sporca e ridicola ciurmeria che da secoli si vien perpetrando sulle scene teatrali.
La presente commedia è dunque un atto di ribellione contro il sistema. Tutti i miei ladri (ne prevengo la questura) qui passeggeranno impuniti, e la sola azione veramente onesta che vedrem compiersi nel corso dei tre atti, sarà premiata... colla prigionia.
Fischieranno i lettori, come indubbiamente fischierebbe la massa dei ladri se vedesse riprodursi in teatro questo intreccio di ruberie?—È ciò chʼio probabilmente non saprò mai. Ma se alcuno avesse la sfrontatezza di venirmi a dire sulla faccia: la tua tesi è una menzogna e la tua commedia è uno scandalo; mi terrei certo di non coglier in fallo rispondendogli: e tu sei uno di quelli che han letto il mio volume senza pagarlo, e mʼhai rubato una lira.
A. G.
PERSONAGGI
Marco Dubois, albergatore. È un uomo di buona pasta, di circa sessantanni.