Deian. (appoggiandosi al braccio di Giacinto) Nulla...! un capogiro... una leggiera indisposizione a cui vado soggetta....

Giac.—Venite, baronessa...! entriamo nelle sale...!

Deian.—No...! no!... Lʼaria aperta mi farà bene.... Ecco! mi sento già meglio.... Va pure...! Tu hai da fare nella locanda... e sarebbe indiscrezione lo intrattenerti....

Giac.—Ma... io...

Deian.—Ti chiamerò se mi occorrerà qualche servigio—il tuo nome?...

Giac.—Giacinto...

Deian.—Giacinto! Uno di quei nomi che non si obliano.... Va pure...! richiamerò se abbisogna...

Giac. (scostandosi) Come aggrada alla signora baronessa....

Deian.—Aspetta...! Qualche volta delle singolari fantasie attraversano il nostro cervellino di donna.... Saresti abbastanza amabile da soddisfare ad un mio capriccio... ad una mia curiosità innocentissima?... (riprendendolo a braccio con famigliare civetteria) Non si tratta che di rispondere a questa semplice domanda: sei tu innamorato?...