(esce dalla porta a sinistra).
SCENA III.
Giacinto solo.
Non so più in che mondo io mi sia!... Quanta luce!... Quanti fiori!... Cʼè da restarne abbagliati!... Sento che non avrò la forza di articolare due monosillabi... È meglio che me ne vada...! (fa per andarsene, poi si ferma) Vergogna, Giacinto! Manomettere il denaro di tuo padre... fuggir di casa... venir a Parigi in cerca di una donna... e adesso che lʼhai trovata, adesso che stai per vederla, fuggir via come un imbecille!... Ma cosa hanno dunque, queste diavolesse, che più le desiderate... più tremate di vederle!... (depone il cappello su una seggiola) Eccola!... Sento il fruscio del suo abito di seta!... Come mi batte il cuore...!
SCENA IV.
Armellina, Deianira, Giacinto.
Deian. (entra in abito alla Pompadour—parla ad Armellina senza volgersi a Giacinto) Brava! e tu introduci e vieni ad annunziarmi dei visitatori senza informarti dal loro nome e dei loro titoli!
Arm.—Al vederlo mi è sembrato di conoscerlo... e voi pure baronessa...
Deian. (volgendosi a Giacinto) Vediamo dunque!... Va pure, Armellina!