Signora—Ma, bravo!... Ci vuol dellʼingegno e del coraggio a far di questi colpi!... Ah! Ah!
Signore—Voi ridete?...
Signora—Chi non riderebbe, pensando a quellʼimbecille di calligrafo? E quellʼaltro signore?
Signore—Il signor Chezmoi—un usuraio che da trentʼanni presta al cento per cinque....
Signora—Di ragione... sarà ricchissimo....
Signore—Circa dieci millioni di patrimonio....
Signora—Non credeva di trovare nelle sale della baronessa De-Cristen una società cosi eletta (si allontanano).
Front. (avanzandosi tra una folla di invitati) È vano scommettere! perdereste...! Nessuno meglio di me conosce la vita o i miracoli di questi amabilissimi e splendidissimi signori. Rosamunda Rosalez De-Cristen dei Cid baronessa di Baltimora e dʼAlcazar è spagnuola di origine come i suoi titoli ne fanno fede. Al cadere della dinastia borbonica, i di lei beni vennero confiscati—ciò è positivo... ciò è reale... ciò è incontrastabile—ma è positivissimo, realissimo, incontrastabilissimo che ella ha avuto lʼaccortezza di far passare in tempo utile alla banca di Francia un gruzzoletto di dieci millioni....
Tutti—Dieci millioni....
Signore (sottovoce) Bombe... e cannoni!....