Un Signore (al vicino accennando a Giacinto) Mi pare che quel barone debba avere del positivo... nel portafogli... Se lo invitassimo a giuocare!

Altro—Ci pensava anchʼio... (a Giacinto). Se il signor barone Del-Cid, col buon permesso della amabilissima signora baronessa, volesse fare quattro colpi al lʼecarté....

Deian. (sottovoce a Giacinto) Non permetto...!

Giac. (al signore che lʼha invitato a giuocare) la signora baronessa non permette....

Deian. (ai signori). Un cugino che non rivedo da otto anni...! Signori!... comprenderete....

Signore—Naturalissimo...! Mille perdoni, baronessa (sottovoce al compare allontanandosi) Fra tanta gente troveremo il nostro merlo anche stassera!

Deian. (a Giacinto) No! non voglio che tu giuochi... Quei signori ti spiumerebbero... Ed io ti voglio tutto per me, mio bel piccione!

Giac.—Piccione...! Ne avete, voi altre parigine, delle parole per muovere il sangue...!

(Giacinto e Deianira si allontanano a braccio—la musica finisce—grandi applausi).