Deian.—Possibile!—Signore, signori, col vostro permesso, io vado a ricevere quel santo uomo. (si allontana).
Front.—Monsignor Duvaneuil...! (ai circostanti) lo scorso estate... a Monpellier... quel venerabile prelato era il confessore della baronessa...
Giac. (da sè) Voglio ben sperare che questa sera... prima di confessarsi... basta! non verrei che questo santo guastasse i fatti miei...!
SCENA XIII.
Roberto in abito da Monsignore
Deianira e detti.
Deian. (inchinandosi a Roberto) Avanzatevi, monsignore...! Il pensiero di carità che vi guidò fra noi, verrà apprezzato come lo merita da tutti i miei conoscenti ed amici...
Un Signore—Che aspetto venerando!...
Una Donna—Quanta dolcezza... nel suo viso...! (tutti si inchinano—alcuni baciano la mano a Roberto che si schermisce).
Rob.—No!... non permetto, fratelli amatassimi... Vi prego di perdonare se interrompo per un istante i vostri onesti ricreamenti... Non rimarrò che pochi minuti; quindi voi riprendete le vostre danze, che forse... anzi non ne dubito... vi riusciranno a mille doppi più gradite, come lo saranno anche in un altro luogo (stralunando gli occhi e guardando al cielo)... in quel luogo ove ogni allegrezza è benedetta quando sia feconda di carità; charitas in letitias, come dice il salmista.