Rob.—Uno dei più grandi peccatori ai cospetto di Dio, a cui queste pie e devote persone hanno voluto affidare i tesori della loro carità perchè sieno versati come rugiada benefica sugli orfanelli affidati alla mia custodia (scuotendo il bossolo e facendo suonare le monete). La voce che esce da questo bossolo è il gemito, la preghiera, la benedizione di mille cuori innocenti... Se qualcun altro—se lei, egregio signore—vorrà aggiungere il suo obolo... alla copiosa messe qui raccolta....
Comiss. (deponendo una moneta nel bossolo) Prendete... e perdonate... se nella mia qualità di impiegato governativo non posso offrire di più.
Rob.—Grazie! permettete che io esclami collʼEvangelista; Et nunc dimitte servum tuum in pace, quia mirabilia fecit Dominus!—Signore... signori... la mia missione è compiuta...! Se ho ben compreso (accennando al commissario) questo integerrimo non meno che caritatevole rappresentante dellʼautorità secolare deve compiere in questa sala una delicata ma forse necessaria formalità. Persuaso che la mia presenza potrebbe incagliare il regolare andamento della procedura, io bramarei, col buon permesso dellʼegregio signor comissario, di ritirarmi e tornare ai miei uffici.
Comiss.—Mi farò un onore di accompagnarla io stesso fino allʼanticamera....
Rob.—Troppe grazie!... obbligatissimo! (volgendosi ai circostanti) Benedictio Dei patris... (sottovoce a Deianira) Prudenza e discrezione! (forte) super vos et super filios vestros per omnia sæcula sæculorum! (esce col comissario).
Un Sign. (al vicino) Qui cʼè del bujo....
Deian. (sottovoce a Frontino) In ogni caso, non comprometterci...!
Front.—Se potessi svignarmela...!
Comiss. (tornando in scena con due guardie e indirizzandosi a Frontino) Signore, voi siete in arresto!....
Front.—Ma... io!... qui certo vi è un equivoco!