»Ad un tratto ella si alza—passa dinanzi al cembalo in punta di piedi, e, accennando a noi di continuare la nostra musica, esce pian piano dalla sala.
»Mia madre—lo seppi più tardi—scendeva in giardino per sorprendere la cameriera, la quale era entrata col guattero nella serra dei limoni…
»Per la prima volta, dopo tre mesi di febbre amorosa, Adolfo ed io ci trovammo soli… I preliminari erano già esauriti… La musica aveva supplito eloquentemente alla parola… Fra noi erano stabiliti da un pezzo tutti gli accordi della passione, ripetuti e confermati in tutti i toni musicali…
»Non appena la porta si chiuse dietro i passi di mia madre, la sala fu sconvolta da un improvviso cataclisma—Adolfo, il flauto, il pianoforte, il meco tu vieni…tutto fu travolto in un caos delizioso e terribile…
»Oh! se qualcuno fosse entrato in quel momento! Fortunatamente il pianoforte si smosse, percorse la sala come una locomotiva a vapore…e andò a piantare la coda nel vano del caminetto.
»All'urto del mobile io mi riscossi…compresi il pericolo della situazione…mi svincolai dalle braccia di Adolfo—e balzai dalla tastiera sulla quale inavvertitamente mi era seduta!… Noi fummo in tempo, prima che mia madre rientrasse, di riparare all'immenso disordine…
»Quando la buona donna si affacciò alla porta della sala, Adolfo ripigliava il meco tu vieni!»
CAPITOLO II.
La marchesa chinò il volto mestamente, e si tacque. Poi, rialzando la fronte con un movimento un po' vivo, quasi volesse cacciare una dolorosa ricordanza:—Ebbene? riprese—cominci tu a comprendere qualche cosa?
—Oh!… senza dubbio! Io comprendo che, all'età di sedici anni e pochi mesi, voi eravate già iniziata ai più intimi misteri dell'amore… E non posso a meno di congratularmi con voi! Nessuno vorrà rimproverarvi di aver sprecato il vostro tempo!…