Io mi permetto di pubblicare un modesto compendio della vita di Giuda Iscariota, altro degli apostoli di Cristo, non il più esemplare per condotta morale e politica, ma forse il più interessante per la singolarità del suo carattere e per la bizzarra varietà delle sue avventure.

La biografia di Giuda Iscariota si potrebbe anche intitolare: Metodo naturale e pratico per arricchirsi e camparsela felicemente in mezzo alle crisi ed alle agitazioni politiche dei tempi più difficili. Come ognun vede, l'argomento può essere fecondo di utili applicazioni ai tempi che corrono.

Ciò premesso, entriamo in argomento.

II.

Giudaino, che più tardi assunse il nome di Iscariota, e quindi si fe' chiamare Bartolomeo Majocchi, nacque in un oscuro villaggio della Galilea, da una buona donna che negoziava di coloniali al minuto sotto l'antica Ditta Isacco Balaam e compagni. Quando il nostro Giudaino venne alla luce, la buona mamma era già vedova da quattordici mesi; e com'ella si era mostrata fino a quel giorno scrupolosamente fedele alle ceneri del marito, il cappellano gridò al miracolo, i villani credettero alla miglior fede, e un triduo solenne fu celebrato a spese del Comune.

La madre di Giuda chiamavasi Bersabea o Bersibea—nome di origine caldaica, ma abbastanza espressivo anche nella lingua nostra. Era donna di temperamento vivace, inclinata alle bibite forti, segnatamente all'assenzio di Neufchâtel, ch'ella fabbricava in segreto con una mistura di alcool, dulcamara e verde di rame.

III.

Giudaino, nel primo mese di sua vita, non dava alcun segno d'indole perversa. Qualche storico maligno pretende ch'egli poppasse il latte della grossa sua balia con avidità quasi feroce; ma questa calunnia è vittoriosamente combattuta da Giuseppe Ebreo e da altri scrittori contemporanei. La balia non lasciò alcun documento che comprovasse un'accusa tanto puerile. Commettete un assassinio a trent'anni, e i biografi, per dimostrare il vostro istinto malvagio, verranno ad asserire che avete ucciso e mangiato il vostro gemello nel grembo della madre!

L'indole di Giudaino non ebbe a manifestarsi che alcuni mesi più tardi, quando, ricondotto dalla nutrice al domicilio materno, egli diede prova di singolare ghiottoneria, immergendo la testa in un gran secchio di latte e miele, a rischio di morirvi soffocato. La buona Bersabea giunse a salvarlo estraendolo dal secchio con molta avvedutezza, e facendogli sorbire un bicchierino di melange, che il bambino trovò detestabile.

IV.