Di là a pochi istanti io prendeva congedo dal signor De-Tonnalli e salivo con Gal-di-fuoco e Spugna-di-Senno in un magnifico carrozzone per far il giro della città.
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Non s'era percorso mezzo chilometro di via, quando Spugna-di-Senno, dopo aver consultato un almanacco sul quale erano iscritte le famiglie più cospicue di Carina, ordinò al cocchiere di arrestare i cavalli. Gal-di-fuoco trasalì.
—Comincieremo, disse il savio precettore, dal visitare le famiglie più ricche; e che Dio faccia in seno di queste si trovi l'oggetto simpatico e consenziente! La ricchezza è un bene caduco, ma pure non guasta la felicità dell'imeneo.
—Illustre Spugna-di-Senno, sono anch'io del vostro avviso—risposi, dandogli il braccio per ajutarlo a discendere dal carrozzone.—Gal-di-fuoco non badava ai nostri discorsi. Egli si era slanciato negli atri del palazzo e il suo naso protuberante pareva fiutasse gli intimi appartamenti. Entrammo nella sala terrena che dava sul giardino. Spugna-di-Senno presentò una carta al maggiordomo. Questi lanciò una occhiata furbesca su Gal-di-fuoco e poi disse: vado subito ad avvertire madama e le due signorine.
Io chiesi al precettore: sarebbe, Vostra Sapienza, tanto cortese da dirmi il cognome dei proprietarii di questa casa?
—I proprietari di questa casa, rispose Spugna-di-Senno, discendono dalla illustre prosapia dei Batti-l'-oro. Debbo però avvertirvi che nell'isola nostra voi passereste per uomo di cattivo gusto chiamando le persone col cognome collettivo di famiglia. Gli abitanti di questo paese ci tengono assai al loro nome personale, il quale ritrae, come forse vi è noto, le qualità più spiccate di ciascun individuo. A tal punto, il maggiordomo ricomparve sulla porta del salotto ed annunziò seccamente l'arrivo di Alba-di-maggio.
Era una donna di quarant'anni all'incirca, assai florida e bella. Gallo-di-fuoco al vederla spiccò due salti per farsele incontro, ma il precettore lo trattenne per un braccio.
Alba-di-maggio vide e comprese—e volgendosi amabilmente a Gallo-di-fuoco: le prometto, disse sorridendo, che le mie figlie non si faranno attendere lungamente.
—Le sue figlie!—esclamò il giovane arretrando—ma io mi ero quasi innamorato della madre…. Ah! è pur bella, è pur seducente questa Alba-di-maggio!