XXXII.

Come si compiesse la nefanda perfidia, è noto a quanti hanno letto il catechismo. Giuda intascò il denaro dell'orribile contratto, tradì il Divin Maestro col perfido bacio, e poi, come se nulla fosse accaduto, si recò all'uffizio delle messaggerie internazionali, e prese un posto nel coupè della diligenza che partiva per l'Italia.

XXXIII.

Il signor Rénan nella sua Vita di Gesù ha dimostrato quanto vi sia di erroneo nella opinione di coloro i quali pretendono che Giuda si appiccasse ad una pianta di fico. Gli uomini che hanno tempra da Iscariota non commettono simili corbellerie. Citatemi un solo esempio di birbante, il quale siasi appiccato pel rimorso de' propri misfatti!

Giuda possedeva del denaro. Oltre le due svanziche e cinquanta centesimi, guadagnate legalmente come prezzo del ragguardevole servizio reso allo Stato, i nobili e i possidenti della città avevano aperto una soscrizione a di lui favore.—Nella notte del giovedì al sabato di Passione, fu raccolta per l'obolo di Giuda la somma di tremila e cinquecento franchi—dei quali ottocento ventitrè vennero incassati dall'apostolo, il resto andò perduto nei diversi uffizi dei giornali promotori e patrocinatori della colletta.

Ma Giuda non era uomo da badare a codeste inezie. Gli stava troppo a cuore di svignarsela presto da Gerusalemme e dai paesi limitrofi, dove un giorno o l'altro qualcuno de' suoi antichi conoscenti avrebbe potuto rimeritarlo del bel servizio reso a Gesù.

XXXIV.

Partì dunque, come abbiam detto, colla messaggeria internazionale alla volta d'Italia. Visitò Napoli, la Sicilia, poi venne a Roma, coll'intenzione di stabilirvi il proprio domicilio permanente. Quivi, dopo il breve soggiorno d'una settimana, ricevette un bullettino d'invito pel servizio di guardia nazionale. Protestò, mise innanzi delle scuse, si dichiarò malato di itterizia midollare, ma il Consiglio di Disciplina fu inesorabile. Giuda, per evitare l'incomodo di andare la notte in pattuglia, rinunziò alla splendida vita della capitale e recossi a Bologna.

XXXV.

I nostri lettori avranno già notato non senza meraviglia, come Giuda, fino a quell'epoca, fosse andato esente da quella fatale passione, cui tutti gli uomini ben organizzati vanno soggetti una o più volte nel corso della vita.—A Bologna, passeggiando sotto i portici, il nostro eroe vide finalmente una donna… una vergine… un cherubino!… Il cuore inveterato, quasi ossificato, del traditore di Cristo, si infiammò come un mazzo di zolfanelli al contatto di una stufa.