La giovinetta chiamavasi Camilla ed era figlia di un salsamentario, che a Bologna passava pel più distinto fabbricatore di mortadelle. Giuda passò venticinque volte dinanzi alla bottega lanciando, attraverso i salami della vetrina, delle occhiate temerarie. La giovinetta ingenua sbirciava, dietro un giambone, il galante forastiero. I due cuori si intesero. Appena Giuda potè leggere nel volto della fanciulla il sentimento di un affetto ricambiato, entrò nella bottega col pretesto di comperare cinque once di salato misto.—La ragazza ebbe il gentile e delicato pensiero di involgere la merce in una lettera tutta piena di frasi appasionate e di errori di ortografia.
XXXVI.
Le nozze si fecero presto. Ma essendo giunta fino a Bologna la notizia della orribile tragedia avvenuta a Gerusalemme, e il traditore di Cristo venendo designato dai fogli liberali alla esecrazione dell'universo, Giuda stimò bene di dissimulare la propria identità, e di assumere un nome di capriccio. Nel contratto di nozze, che ciascuno può esaminare quando gli piaccia, nella grande biblioteca vescovile di Bologna, il nostro eroe si firmò Bartolomeo Majocchi, negoziante di baccalà all'ingrosso ed al minuto.
XXXVII.
Negli uomini di buona tempra l'amore non elide la speculazione. L'idea di stabilire a Gerusalemme un negozio di salami era balenata alla mente imaginosa dell'ex-apostolo, all'indomani delle sue nozze.
Camilla, in mezzo ai trasporti ed all'estasi dei primi amplessi coniugali, aveva dichiarato allo sposo di conoscere perfettamente l'arte di insaccare ed assodare la carne di majale. Il salame, questo genere di commestibile ignoto agli abitanti della Giudea e vietato dalle leggi mosaiche a buona parte di quella colta popolazione, poteva riescire un solletico anche ai palati più scrupolosi.—Affare eccellente!… Si faccia presto e non si badi a pericolo!
XXXVIII.
Si fissò il giorno della partenza. Il padre della sposa fu molto contento di pagare in salami piuttosto che in danaro contante la dote della figliuola—e i due conjugi presero la via di Gerusalemme, trasferendo in quella città una dozzina di casse ripiene di prosciutti, codegotti, mortadelle, bondiole, e parecchie forme di cacio parmigiano… per assortimento di generi.
XXXIX.
Prima di entrare in Gerusalemme, il sedicente Bartolomeo Majocchi entrò nella bottega di un parrucchiere, si fece radere la barba, si pose in capo una parrucca rossa, inforcò al naso un paio di occhiali verdi, si applicò due cerotti, l'uno alla pozzetta del mento, l'altro nel mezzo della guancia sinistra, e così trasformato salì di nuovo in carrozza per proseguire il viaggio.