Taluni, poi, che il bàvero
Sovrappongono e il fiocco,
Dite un po': non vi porgono
L'effigie di San Rocco?
Cotanta mole d'abiti
È lusso od è miseria?
O forse che in Italia
Fa il gel della Siberia?
Il Buon Dio, che dei tangheri
Talor si piglia scherno,
Quest'anno per deridervi
Quasi abolì l'inverno;
E in gennaio, investendovi
Coll'afa della state,
Gridò dal cielo: «bestie,
Mo', adesso…. soffocate!»
Buon Dio, la è troppa grazia
Se ridi e non ti sdegni;
Qual gente mai, quai popoli
Dell'ira tua più degni?
Nè stupirei che all'impeto
Dei gelidi aquiloni,
Un dì per noi mutassero
Il clima e le stagioni;
Per noi, che nati ai limpidi
Raggi d'un ciel clemente,
In grembo a questa Italica
Terra di fior ridente,
Invidïam, per stolida
Moda o per goffa insania,
I ghiacci alla Siberia,
Le nebbie alla Germania.
E già di nebbia nordica
L'Italia è tutta piena,
Nè i carmi un raggio vibrano
Di poesia serena;
Nè più dall'aspre musiche,
Gonfie di spurie note,
Esce il sussulto e il fremito
Che l'anima ti scuote.