—Chiedi altro don, rispose;
È mio destin l'amarti….
Nulla potrei negarti
Di quanto è mio davver;
Ma per la chioma folta
Onde ti mostri vago,
Tre lire al mese io pago
Di nolo al parrucchier.
DUE SOGNI
—La scorsa notte in sogno
Io t'ho veduta, Elisa;
Eri al mio letto assisa
In languido abbandon.
De' baci tuoi dormente.
La voluttà gustai;
Nè un bacio sol mi dai
Ora che desto io son!?!
—Carlo: la scorse notte
Te in sogno anch'io vedea,
E mesta a te chiedea
Di cento lire il don;
A me dormente un roseo
Biglietto allor porgesti;
Negarmelo potresti
Ora che desta io son?
POETICA FANCIULLA!
Oltre l'usato bella,
Stretto il suo braccio al mio,
Il facile pendío
Del colle Ada salì.
In ciel la prima stella
Era sbucciata appena,
Lontan splendea serena
L'estrema orma del dì.