Voci. Viva la Repubblica!

Altri. Viva la democrazia!

Altri. Abbasso i tiranni del popolo!

En. (discende dallo sgabello e parla ad Acate sotto voce). Tangheri! discutono la forma di governo, e l’Italia finora non esiste che nella loro immaginazione! Il mio buon popolo ha fame... Queste grida sovversive non possono provenire da altra cagione... Lo crederesti, fedelissimo Acate? In questo momento anch’io sarei disposto a cedere la mia corona per un buon pollo arrostito... (a voce più alta). Prendi questa chiave, fedelissimo Acate. Là fuori, nella mia valigia, troverai una scatola di legno intarsiato che racchiude del cioccolatte di prima qualità.... Distribuirai una tavoletta a ciascuno...

Ac. Ma!...

En. Che?... (rinforzando la voce) Vorresti forse vietarmi?...

Ac. Io non dico...

En. (ancora più forte). Respingo ogni consiglio di economia quando si tratta di soddisfare ai legittimi voti del mio buon popolo...

Voci. Abbasso il ministro delle finanze! Viva Enea... e la monarchia assoluta!

Ac. Io mi affretto ad obbedirvi, piissimo Enea. (Il birbone mi giuocò un brutto tiro, ma a suo tempo prenderò la rivincita).