I Venti.
Nulla sappiamo—non comprendiamo...
Ma nati siamo—per cospirar.
Giunone (distribuendo dei soffietti).
Doman con questi mantici
Sul mondo soffierete,
Pioggia, saette, grandine,
Dal ciel provocherete:
Sicchè qual salce pieghisi
Il tronco più gagliardo,
E in cima al San Bernardo
Levi suoi flutti il mar.
I Venti (provano i soffietti, e quindi li depongono ai piedi dell’albero).
Da questi mantici
Noi soffieremo,
Sconvolgeremo
La terra e il mar;
Noi siamo nati,
Siamo pagati
Sol per sconvolgere,
Per disturbar.
Giun. Questi soffietti vanno a meraviglia... Vedete: solamente col farne la prova avete già suscitato un temporale che, a dir vero, non combina gran fatto colle mie vedute politiche... Riprendete quegli strumenti, e procacciate, con due o tre soffi, di mandar via quelle nuvole opache che ci stanno sulla testa...
(Durante le parole di Giunone, Giove sarà disceso rapidamente dal frassino, e avrà, con due colpi di becco, strappate le linguette ai due soffietti).
Eolo (soffiando). Cribbio! la macchina è guasta...