Magg. Si è pensato di fatto, ma nelle guardarobe reali non s’è trovato più nè un paracqua, nè un parasole, nè un paravento... Pare che questi illustri troiani...
Anna (con sdegno). Zitto là, imbecillone! Oseresti supporre?... (con qualche inquietudine) Ma quanto tardano a tornare?... Il biondo aveva promesso di raggiungermi alla reggia entro dieci minuti (consultando l’orologio). Per bacco! in ritardo di mezz’ora!... Se i treni della ferrovia non mi avessero abituata a tali inconvenienti, per Giove comincerei ad inquietarmi... Si può ben perdonare al più tenero degli amanti ciò che si tollera da una locomotiva a vapore (va a passeggiare nel fondo della scena).
Berta (sottovoce alle ancelle). Il mio morettino è andato ad appiattarsi in cantina, dove io ho promesso di raggiungerlo appena saranno cominciate le danze.
Clivia. Sono inquieta pel mio piccolo Ascanio...
Rubinia. Saresti innamorata di quel monelluccio?
Clivia. Ciascuno ha i suoi gusti... Non darei il dito mignolo di quell’amore per tutto ii vecchio carcame del tuo Mironte...
Rubinia. Va pur là, che ti leccheresti le dita!... Mironte ha promesso di sposarmi e di condurmi con lui in Italia... alla prossima primavera... (Rumori diversi nel fondo della scena.)
Berta. Cos’è accaduto?... Quale scompiglio! Qualche disgrazia... senza dubbio...
Clivia. Il prefetto!