Pref. Tito! Egli ve lo annunzia, o regina, in questo foglio profumato di tabacco: (leggendo) «Io parto, o regina, per adempiere al sovrano volere di Giove che desidera affrettare per mio mezzo i fati della futura Italia. Parto sulle ali dei venti, ma giuro che il mio pensiero tornerà incessantemente a voi sulle ali dell’amore...»
Did. (cascando nelle braccia del Prefetto) Io mi sento venir meno...
Pref. (traendola seco) Venite al buffet—un’ala di cappone vi rimetterà in forza...
Didone (passando dinanzi a Jarba, e volgendogli una occhiata assassina). Anche questo moro non mi dispiace... Gli farò credere che moro per lui.
(Rientrano nella sala il Questore, i Ministri, i Senatori e i grandi Dignitari della Corte).
Quest. È proprio il caso di gridare al miracolo... Se l’Affondatore non si fosse affondato, tutte le nostre signore avrebbero raggiunta la flotta di quei malcreati troiani...
Min. dell’Interno. Sapete voi, oculato funzionario, se in sull’Affondatore ci fosse per caso mia moglie?
Quest. C’era, ma quel per caso è di troppo.
Min. (con visibile gioia). E l’Affondatore sì è proprio sommerso?