Due dita di coda.
Il contino crollò leggermente la testa, e proseguì di tal guisa:
—Non c’è che dire: Lodovico Albani è un perfetto gentiluomo. Peccato ch’egli abbia quel difettuccio! Ma poichè infino ad ora qui nella borgata nessuno se n’e accorto!...
—Chè! il signor Lodovico Albani avrebbe dunque... com’ella dice, un difetto...?
—Mi sono espresso con poca esattezza... Non si tratta in questo caso di un difetto... sibbene di un accessorio, di un ornamento, di un vezzo... che so io...?
—Via! signor contino... Via..! parli liberamente... Ella sa bene che noi...!
Il parroco e il coadiutore ingrossavano gli occhi e allungavano il collo come avrebbero fatto dinanzi ad un cappone arrostito con ripieno di salsiccia.
È d’uopo sapere che don Cecilio Speranza e don Domenico Crescenzio, parroco l’uno, l’altro coadiutore nella borgata di L..., detestavano con fervore cattolico il cavaliere Lodovico Albani.
Quali erano i torti del cavaliere Lodovico Albani rispetto ai due uomini di Dio?—Molti e gravi.