—E chi mai l’oserebbe, signora marchesa? Io vi assicuro che, quanto al morale, io vi starei garante pel vostro futuro genero. Ma vi hanno, o signora marchesa (e don Cecilio immerse un altro biscottino nella cioccolatta), vi hanno certi difetti organici.. leggeri... di nessun conto, che facilmente si possono dissimulare...
—Oh! sta a vedere che qualcuno è venuto a dirvi che il signor Lodovico Albani ha il gozzo o la gobba?... Egli! il più avvenente, il più perfetto gentiluomo, che abbia mai posto piede nelle mie sale!
—Di tale avviso pochi mesi or sono erano tutti gii abitanti di Pavia, dove quell’eccellente amico era stato inviato dal Governo come segretario di Intendenza. Colà pure il signor Lodovico in breve tempo era divenuto l’idolo delle società eleganti e sopratutto delle donne...
—Lo sappiamo...
—Colà pure... egli aveva amato una giovinetta di casato nobile e ricco, alla quale stava per unirsi in matrimonio...
—Lo sappiamo...
—Ebbene, lo credereste, signora marchesa? Quando si venne a sapere che il signor Lodovico Albani aveva una certa imperfezione fisica... un certo prolungamento...
—Un prolungamento! ripetè la marchesa credendo comprendere. Ma siete voi certo, che il signor Lodovico Albani abbia un prolungamento?
—Perdonate, signora marchesa, se io debbo scendere a certi particolari che per avventura devono offendere il vostro orecchio delicato. La coscienza e il dovere soltanto mi spingono a parlare... Quanto vi narro mi fu riferito da persone degne di fede... da uomini onesti e prudenti... Il signor Lodovico Albani, come poco dianzi io vi diceva, avrebbe dunque un muscolo superfluo...
—Che orrore! Ma chi dunque ha potuto sapere?...