—Povera Virginia! sospira la marchesa, crollando la testa coll’espressione del più vivo dolore.
—Malata?...
—Peggio!
—Qualche ostacolo... qualche impedimento alle nozze?...
—Hai proprio indovinato, mia buona amica. Queste nozze sono divenute impossibili!...
Donna Letizia Novena torce gli occhi verso la soffitta, mormorando una giaculatoria in latino.
—L’ho sempre detto io, prorompe la contessa; l’ho sempre detto che quando nel mondo si incontrano due esseri come il cavaliere Albani e la tua Virginia, fatti l’uno per l’altra, creati per intendersi, per amarsi, per adorarsi, per esser felici... sul più bello il diavolo ci mette la coda!...
—Pur troppo, mia buona amica!... Il diavolo questa volta ci ha messo proprio la coda... ma una coda vera... reale... una coda mostruosa... spaventevole!
E qui donna Fabia si fa a ripetere parola per parola quanto le venne rivelato dal reverendo parroco, non mancando, per amore dell’effetto, di allungare altre due dita alla coda dell’infelice fidanzato.
Chi potrebbe indovinare quali diaboliche fantasie si destassero nella mente di donna Letizia Novena in udir proferire la parola: coda! Ella fu sul punto di svenire...