Did. Lasciatemi, vi dico. Uscite tutti!
Non un sol detto... o ch’io, pel sommo Giove!
I Min. Ella in versi parlò: si corra altrove.
(Ad un cenno del ministro degli esteri, tutti si allontanano, meno le donne).
SCENA QUARTA.
Didone—Anna—Berta—Clivia—Rubinia—e poche ancelle—indi il Questore.
Did. Anna... mia dolce sorella... Lascia che io sfoghi sul tuo seno il mio dolore immenso. Ah! tu non fosti mai maritata... nè puoi immaginare...
Anna. Ho sempre desiderato di trovar marito—epperò comprendo quanto tu debba soffrire nell’aver perduto il tuo.
Did. Perdere!... ma ciò è ben più grave che non trovare... Vedi, sorella, voglio spiegarmi con un paragone: tu sei abituata a prendere il thè ogni sera...
Berta. Sicuro! quando si è abituati a prendere il thè ogni sera, non si può dormire se prima...