—Frattanto la plebe muggiva.... La porta agitavasi sotto l'impeto di molte braccia.... Finalmente, dopo breve silenzio, mi parve che qualcuno aprisse il portello... colla chiave... Mandai un grido di terrore... Ma in quel punto le griglie delle finestre si spalancarono... vidi cadermi ai piedi un involto... e intesi una voce dirmi rapidamente: travestitevi e fuggite!... Era dessa!.... era la donna che io aveva difesa senza conoscerla. Per salvarmi dal pericolo, ella gettava al piede di uno sconosciuto... il soprabito ed il cilindro maritale!—Signor Pizzalunga! osereste voi condannarmi per aver profittato di quella oblazione spontanea?....
—In caso consimile, anche un Pizzalunga avrebbe agito come voi!
XLIII.
Il droghiere si fermò—e appoggiossi al portello della propria abitazione in attesa dei commiliti.—Quando le guardie ed il popolo furono dinanzi a lui: signori, disse, questo bravo cittadino si è abbastanza giustificato col semplice e naturale esposito dei fatti... Rilasciatelo!... Io, Giacomo Pizzalunga del quondam Pasquale sto garante della sua innocenza.—Quanto a voi, temerario campione del bel sesso, io vi prego, con permissione del signor caporale, di salire in persona nel mio appartamento superiore, a ricevere i ringraziamenti di Angiolina e a deporre il mio cappello e il mio soprabito color nocciolo nelle mani della vostra protetta.
XLIV.
Il caporale fa un cenno affermativo—scambia col droghiere qualche parola a voce bassa, e si allontana cogli altri militi. Pizzalunga e Serafino entrano nella casa....
Non rimangono sulla piazza che pochi curiosi.
XLV.
L'Angiolina era in preda alla più viva agitazione... La voce del marito e dell'amante giungevano al perfido orecchio... Ma erano suoni indeterminati, parole tronche... e sconnesse. Frattanto il Pizzalunga saliva le scale sbuffante ed ansante.... arrestandosi per prender fiato ad ogni svolto di scala... Egli profittava di quelle soste per volgere a Serafino delle domande che all'adultero ombroso parevano suggestive... Finalmente i due galantuomini giunsero al terzo piano.... Pizzalunga mise la chiave nella toppa... La porta cigolò sui cardini sinistramente.... Angiolina, accorgendosi in quel punto che il cappello e il soprabito dell'amante erano rimasti sovra una sedia—con uno slancio ispirato spalancò le imposte della finestra, per espellere quei fatali accessorii.... Dalla piazza sorse un grido di terrore..... Il soprabito e il cappello di Serafino caddero sul selciato, e ristettero immobili come il corpo di un suicida avventuroso.