Ad ogni modo la signora Amelia mi aveva fatto la sua professione di infelicità—ed io era in obbligo di consolarla.

Lettori: non vi allarmate!—io era un consolatore novizzo.—Quella sera tornai dalla passeggiata inebbriato di speranze e desideri!

X.

Come siete bella!—Tre parole, e un punto ammirativo.—Orbene: modulate queste tre parole e questo punto ammirativo in tutti i toni possibili—variateli, istromentateli colle perifrasi più o meno ampollose—la bemolle, re diesis, non importa—alternate il cantabile all'allegretto, il moderato al vivace, il pianissimo al forte pichettato—e tosto o tardi riuscirete all'intento.—All'intento di farsi amare?—Via! non siamo troppo esigenti. Per farsi amare da una donna che abbia cuore e intelletto, ci vuol altro che dei punti ammirativi! Non dimenticate che i miei precetti de arte amatoria si riferiscono esclusivamente alla stella del mio racconto, alla signora Amelia Della-Rosa—la quale, come i miei lettori già sanno, non è altro che una femmina di poco spirito e di molta vanità—oh la vanità! esclamerebbe l'amico Cicconi se mi ascoltasse.

Io vi ho dato il talismano per affascinare le donne vanitose—sappiate approfittarne!

XI.

La signora Amelia si annoiava di tutte le conversazioni che non fossero un omaggio alla sua bellezza, un incenso alla sua presunzione di semidea.

Io non amo le donne politiche—detesto le donne letterate—ho in orrore le grandi sapute, che dettano di poesia, di critica musicale, di estetica, d'arte. Ciò non toglie che io ami conversare di politica, di letteratura, di musica e di arte colle donne di spirito e di cuore, che il bello comprendono per istinto, che giudicano rettamente per gusto, che fanno la critica e qualche volta la satira per sentimento o capriccio.

Io adoro la donna che tutto comprende, che tutto sente.—Mio Dio!—La passione domanda le sue tregue—Non si può, anche amandosi fino al delirio, mordersi tutto il giorno e tutta la notte come i gatti sull'abbaino!—Riepilogo il mio concetto per rivelarmi completamente; io non posso amare una donna che non sappia intrattenermi aggradevolmente anche quando le intimità più aggradevoli siano cessate.

Io non poteva dunque amare seriamente la signora Amelia—ella non poteva amare seriamente altra persona fuori di sè stessa.