Alla fine, come uomo che si decide ad interrogare i misteri di un destino terribile, con voce concitata e cavernosa il povero affamato proruppe in queste parole:

—Eccole, signor trattore americano, un avventore che appetirebbe una coscia di pollo e una fetta di pane... Mi dica i suoi prezzi!

Joseph stette un istante sopra pensiero prima di rispondere. Indi, crollando la testa—mi spiace, disse a Franz, di non poter servire una persona così distinta e garbata. Nel nostro negozio non si usa vendere le merci in dettaglio.... Ella sa bene: pollo tagliato—pollo guastato, e così dica del pane. I compratori sono molto esigenti.... non vogliono saperne di avanzi... Il pane poi!... Si provi un poco ad esporre in mostra una pagnotta a cui manchi un morsello! Tanto basterebbe per togliere ogni credito al negozio.... Insomma...

—Insomma, interruppe Franz, ansioso di udire una volta la sentenza fatale; insomma, ella ha tutte le ragioni del mondo, signor trattore. Io dunque sono disposto, purchè nel prezzo si vada d'accordo....

—Oh quanto ai prezzi non la si dubiti... le faremo la maggior cortesia...

—Come dicevo, sarei disposto a comperare tutta intera la pagnotta, cedendo ad altri, più ghiotti o più ricchi di me, quel bellissimo pollo che davvero farebbe onore alla mensa di un principe.

—La signoria vostra non mi ha compreso, od io non mi sono spiegato bene, disse Joseph dopo un breve intervallo. Ella converrà meco, che, qualora io le cedessi il solo pane, il mio piccolo commercio ne sarebbe irreparabilmente pregiudicato. Una pagnotta può fare da sè, ciò è chiaro come il sole; ma il mio bel pollo arrostito perderebbe infinitamente del suo valore, se non mi fosse dato accompagnarlo con una razione competente di pane. Si presenta al mio banco un signore, un signore animato come lei dalle migliori disposizioni di stomaco... Il mio pollo gli fa gola... è disposto a pagarlo per quello che vale... Ma appena viene a sapere che nella mia bottega non c'è un tozzo di pane vendibile...

—Basta! basta!—replicò Franz colle sue note più rauche—quanto chiedi... per tutta la tua merce? Pondera bene la tua domanda, e bada che io sono uomo da lasciarmi morire di fame piuttosto che cedere a delle esorbitanze inumane e irragionevoli. Se è vero che in questa grotta non esiste altra bottega di commestibili fuori della tua, rifletti che difficilmente, quando io ti volgessi le spalle, tu troveresti qua dentro degli altri avventori.

—Non ti farò torto... sarai contento di me—riprese Joseph colla sua pacatezza sarcastica.—Alla fine dei conti, io vo debitore a te solo di quel poco di scienza economica, colla quale, aiutandomi Iddio, spero rifarmi in pochi mesi dei danni sofferti...

—Dunque! gridò Franz impazientito, questo prezzo...