—Il che prova, soggiunse don Cecilio inchinandosi, che anche nello stato coniugale si può vivere santamente... purchè la donna sia tanto avventurata da trovare un degno marito...
—Io vedo a che tendono questi vostri preliminari, disse la marchesa con qualche impazienza.... Trovereste forse a che dire sulla scelta da noi approvata... Avreste mai qualche dubbio sul carattere e sulla onestà del signor cavaliere Lodovico, il fidanzato di nostra figlia?...
—Iddio mi guardi dal nutrire il menomo sospetto sulle doti morali di quell'ottimo giovine! rispose don Cecilio ponendo la mano al petto; ed è appunto perchè io l'amo assai, e lo stimo, e vorrei dissipare ogni ombra di dubbio...
—Vedete dunque ch'io ho colto nel segno, disse la marchesa alquanto turbata... Qualcuno ha cercato insinuare nel vostro animo...
—Non nego... Il caso ha voluto che giungessero al mio orecchio certe voci...
—Ebbene, che hanno trovato a dire i maligni sul conto di questo nobile cavaliere? chiese la marchesa con vivacità. Badate, don Cecilio, che io sono in questa casa la ammiratrice più entusiasta del signor Lodovico. Se alcuno osasse dubitare della sua virtù...
—E chi mai l'oserebbe, signora marchesa? Io vi assicuro che, quanto al morale, io vi starei garante pel vostro futuro genero. Ma vi hanno, o signora marchesa (e don Cecilio immerse un altro biscottino nella cioccolatta), vi hanno certi difetti organici.... leggeri... di nessun conto, che facilmente si possono dissimulare... coprire....
—Oh! sta a vedere che qualcuno è venuto a dirvi che il signor Lodovico Albani ha il gozzo o la gobba?... Egli! il più avvenente, il più perfetto gentiluomo, che abbia posto piede nelle mie sale!
—Di tale avviso pochi mesi or sono erano tutti gli abitanti di Pavia, dove quell'eccellente amico era stato inviato dal Governo come segretario di Intendenza. Colà pure il signor Lodovico in breve tempo era divenuto l'idolo delle società eleganti e sopratutto delle donne...
—Lo sappiamo...