—Eh!... lo sappiamo che finora non avete fatto male ad alcuno.... Ma potreste farne.... e molto.... del male.... alla signora Virginia!..... signor Lodovico..... Le ho detto che non ho tempo da perdere... Dunque, sbrighiamoci.... Punto primo: non uscire di casa durante la giornata, e sopratutto guardarsi bene dal metter piede nel palazzo della signora marchesa. Punto secondo: questa notte, alle ore undici precise, trovarvi presso la porticiuola del giardino che mette al sagrato... Virginia verrà ad aprirvi.... Io sorveglierò perchè nessuno interrompa il vostro colloquio... Voi vedete ch'io rischio di compromettermi pei voi....Non domando altro compenso che un po' di sincerità da parte vostra.... Guardatevi dall'ingannarla, quella povera figliuola!.... Franchezza! Schiettezza!.... Coraggio!.... Se non l'avete, tanto meglio.... se l'avete, tanto vale una confessione sincera.... Badate di non alterare la misura; poichè braccio più, braccio meno, il matrimonio non avrebbe effetto....
Quella inesplicabile conclusione pose il colmo allo stupore di Lodovico....
Clementina non attese risposta, e disparve.
CAPITOLO V.
Non v'è più dubbio.
Virginia Santacroce, la fidanzata di Lodovico Albani, ha di poco oltrepassato il terzo lustro, ed è bella come un angioletto.
Non è sorprendente—a sedici anni poche ragazze son brutte. Ciò che forse recherà meraviglia è il sapere che Virginia Santacroce ha oltrepassato il terzo lustro nella ignoranza completa di certi misteri naturali, che oggidì la più parte delle fanciulle all'età di dodici anni hanno già indovinato per istinto.
È ben vero che Virginia non fu educata in collegio; che nei primi anni ella non venne affidata alla tutela di una badessa pinzocchera; che vivendo in una borgata, ove per caso non erano altre fanciulle di nobile casato, potè scansare le pericolose amicizie e la comunanza non meno pericolosa de' primi sollazzi infantili.
Nondimeno il fatto è meraviglioso, tanto più che alla tavola della marchesa pranzavano sovente il reverendo parroco don Cecilio Speranza e il di lui degno Coadjutore don Domenico Crescenzi, morigerati entrambi e prudentissimi a tutte l'ore del giorno, fuor che nell'ora della digestione.