La semplicità, l'innocenza della giovinetta avevano più che la bellezza affascinato il cavaliere Albani. Ne' più intimi colloqui colla fanciulla, Lodovico non si era permesso mai una di quelle parole, uno di quei motti ambigui, di che sembrano compiacersi i giovani fidanzati alla vigilia delle nozze. Quand'anche gli fosse sfuggita inavvedutamente una allusione meno sentimentale, Virginia non l'avrebbe compresa.
Senza tali premesse, il lettore si troverebbe molto imbarazzato a indovinare per quale accidente il notturno colloquio di Virginia e Lodovico riuscisse fatale ad entrambi.
Oh! perchè non ci è dato assistere a quella scena di sublime tenerezza, a quell'ingenuo abbandono di due anime santamente innamorate! Perchè non ci è dato riprodurre il dialogo vivo, animato, interrotto da lagrime, da sorrisi e baci più eloquenti d'ogni parola?
Ma i due amanti erano celati dietro un cespuglio, e parlavano a voce sì bassa, che la fedele Clementina, stando di sentinella a poca distanza, non riusciva a comprendere un motto.
Il colloquio dei due amanti durò tre quarti d'ora... È verisimile che l'ingenua e timida fanciulla provasse una istintiva ripugnanza a profferire la parola in cui si racchiudeva la spiegazione del grande mistero....
La situazione era molto difficile.... Una marchesa di sedici anni, una creatura poetica, innamorata, inebbriata di sublimi e caste illusioni, dover chiedere all'amante, all'essere adorato: è vero e non è vero che tu possegga una.... coda?!
Io mi appello a voi, o giovanette dall'anima pura ed ingenua—ditemi—non vi trovereste molto imbarazzate nel formulare una domanda di tal genere?...
La sventurata Virginia, dopo aver lottato per tre quarti d'ora contro sè stessa, finalmente ebbe il fatale coraggio....
Immaginate la sorpresa, lo stupore di Lodovico.
—Ella osa... chiedermi.... s'io mi abbia una coda?...