—Di positivo in questo momento non havvi per noi che una dozzina di lire, e domani, giungendo alle porte di Milano saremo tutti e due senza un obolo. Poichè siamo in sul fantasticare, tanto è che disponiamo di larghi capitali. Metti dunque ch'io sia un tuo banchiere; per ora ti concedo centomila lire: quando altra somma ti abbisogni, ricorri alla cassa.
—Tu vedrai come io sia buona massaia. La nostra abitazione, per esempio, vorrei fosse posta al piede di quella collinetta là in fondo. Due piani di due camere ciascuno; abbasso la cucina ed una piccola sala; di sopra il tuo gabinetto da studio e la camera da letto. Dal lato destro una gradinata di marmo pulito, che scendesse fino al lago, e al fianco di quella gradinata una folta siepe di rose e gelsomini. A sinistra, un giardino, protetto da alte muraglie e da alberi frondosi; quindi una fertile ortaglia irrigata da un ruscello, che scendendo dalla collina, carezzasse in passando le erbette ed i fiori, e noi rallegrasse col suo mormorio.
—Non dimenticare che l'anno si divide in due stagioni (altre volte in quattro), e convien pensare seriamente a procurarci qualche comodità anche nel rigido inverno. Questo paese è dominato dai venti.
—Da una parte ci protegge la collina, dall'altra faremo alzare un gran muraglione alto dieci metri più della casa..
—E per tal modo non godremo più la vista del lago e delle campagne...
—Non ci pensava. Dunque, abbasso il muraglione!... quando il vento soffierà gagliardo, chiuderemo le imposte delle finestre, e staremo nelle nostre stanze accanto al camino. Le nostre camere saranno mobigliate con molta semplicità; un letto, un piccolo divano, una dozzina di scranne, gli attrezzi per la cucina, e basta. Nel vestire eviteremo ogni superfluità di lusso; per me, quattro gonnelline di lana e due di seta pei giorni festivi; per te...
—Un cappotto e un pajo di brache di panno bigio l'inverno e la state; con questa sola differenza, che in estate il cappotto e le brache rimarranno tutto il giorno nella guardaroba...
—Quanto al vitto...
—Perdono, Luigia, ma è tempo di ricorrere alla cassa; le centomila lire sono già esaurite nelle prime spese d'impianto. Il proprietario del fondo, l'architetto, i muratori, il mercante di mobili, il tappezziere, il sarto e la modista si sono portati via ogni cosa; anzi, quando avrai ben calcolato, vedrai che ti rimane qualche debituzzo. Se tosto non ti procuri nuove somme, io temo che noi saremo ridotti a morire di fame nel nostro delizioso casino. Via! Eccoti altre centomila lire; usane moderatamente e con profitto.
—Che? Non ricaveremo noi alcun frutto dal denaro che abbiamo impiegato nella compera dell'ortaglia e nella costruzione della casa? Più volte ho inteso ripetere che centomila lire danno una rendita annua di cinquemila.