Milano, 16 settembre 1860.
VII.
Lettera di Cristoforo Montorio a suo cugino Emanuele Montorio, medico di Saronno.
«Carissimo cugino,
»Domani ti attendo senza verun fallo. La tua visita mi è doppiamente necessaria, prima di tutto perchè sono ammalato d'un reuma alla schiena e di un forte raffreddore di testa; poi, perchè questa diavolessa di mia moglie ha bisogno di una tua severa predica, che la riduca al dovere. Altre volte ti ho parlato delle sue stravaganze, de' suoi capricci, delle sue esigenze. L'altra sera ella m'avea preceduto al talamo maritale, ed io poco dopo stava per coricarmi al di lei fianco, allorchè, rizzandosi come una furia e gridando con quanto fiato avea nella gola, mi respinse dal letto. Già da qualche tempo ella muove una guerra accanita al berretto di cotone ed alla flanella di lana che di notte soglio portare indosso fino dalla più tenera età. L'altra sera, essendomi dunque presentato a lei in quell'arnese, mi assalì con tanto impeto e tanta furia, ch'io ne rimasi spaventato;—Oramai non c'è più via di scampo, diss'ella per ultima conclusione; o tu rinunzii alla flanella ed al berretto di cotone, o non accostarti più a tua moglie.—Ma io sono abituato sino da ragazzo a coricarmi colla flanella!—Ora non sei più un ragazzo, rispose più inferocita la megera; scegli: o tua moglie o la flanella.—Anche questa volta ho dovuto cedere; e all'indomani, essendomi svegliato con un reuma alla schiena ed un forte raffreddore di cervello, fui confinato nel mio letto, d'onde non spero di rialzarmi tanto presto! Per pietà, attacca immediatamente la tua rozza al biroccino, e fa d'esser qui domattina. Debbo comunicarti altri segreti coniugali, che da qualche tempo mi tengono in apprensione.
»PS. Figurati che mentre io sono qui inchiodato nel letto con due cataplasmi sulla schiena e una benda sugli occhi, nel salotto inferiore si balla furiosamente! Mia moglie aveva invitati già da tre giorni ad una piccola festa di famiglia non so quanti parenti ed amici, ed oggi, benchè io sia gravemente malato, ella vuol ballare ad ogni costo. L'orchestra si compone di due violini, un trombone e due corni, con che ho l'onore di dichiararmi
Tuo affezionatissimo cugino
Cristoforo Montorio.»