Il sole stava per nascondersi dietro le montagne, quando dall'alto della diligenza vidi fumare le tettoie di Nyon. Domandai al conduttore di por piede a terra, onde fare modestamente il mio ingresso.
L'aria spirava dolcissima—sereno il cielo, le collinette d'un bel verde azzurro; gli augelletti svolazzavano fra gli alberi cinguettando; ond'io fui tosto commosso da voluttuosa melanconia. E tutti sanno come la melanconia disponga soavemente all'amore.
Eccomi alle porte di Nyon—ho attraversato la contrada principale—le case sono belle e paiono appartenere a persone agiate; ma dove sono le dodici ragazze? Non un bel visetto che sporga dalle finestre, non una voce flautata che si parta dalle abitazioni. L'amico mi avrebbe ingannato?—Ma ecco che egli mi viene incontro e con poche parole mi leva ogni dubbio.
—Io era ben certo di vederti a Nyon!
—Ti giuro che l'intenzione di prender moglie...
—Fermo là coi giuramenti! tu ignori la gravezza del pericolo...
Nel mentre abbracciavo l'amico e mi intratteneva con lui, mi accorsi che, dalla casa vicina, due grandi occhioni, stupidi e gonfi d'acquavite, due occhi da servitore mi stavano squadrando dal capo al piede.
Quell'uomo, appena fummo entrati nella locanda, venne nel mezzo della piazza, e facendo i più strani gesti, si chiamò intorno gli abitatori del paese.—Che è? che non è? La folla circonda il banditore con rispettoso silenzio, finchè questi con grande solennità annunzia ai circostanti che:
Un giovane civilmente vestito è entrato in Nyon!!!