»Sette sono le cospicue famiglie di Nyon; voglio dire le ricche—perocchè, anche qui come in tutti i paesi del mondo, la ricchezza costituisce il primato.—E in quelle famiglie vivono, crescono e sospirano d'amore dodici ragazze, ciascuna delle quali presenta un tipo distinto di quella celeste bellezza, che i poeti descrivono negli erotici delirii della fantasia; che i pittori impastano con tanto gusto sulle tele—che noi tutti abbiamo tante volte sognata nel nostro letto di collegio, all'età di quindici anni. Or bene, lo crederesti? In un paese tanto fecondo di bellezze femminili, tu non trovi un solo giovinotto il quale possa destare in cuore di fanciulla il più lieve sussulto d'amore. Coll'animo lacerato io ti dico adunque: le dodici ragazze di Nyon hanno perduto ogni speranza di trovarsi un marito nel proprio paese. Imagina la disperazione delle madri, dei padri, dei tutori e più ancora delle povere figliuole, che non trovano, per quanto girino gli occhi d'attorno, un viso d'uomo che ispiri fiducia.
»Appena qui giunsi un vecchio dabbene mi narrò con le lagrime agli occhi questa grande calamità del paese; perchè anch'egli è padre di due ragazze bellissime, alle quali (riporto testualmente le sue parole) spuntano già evidentissimi gli istinti del matrimonio E cercando io qualche provvedimento a tanto infortunio, risolvetti di volgermi a te, onde, a mezzo dei giornali, tu faccia appello al pubblico cortese perchè coloro che desiderano una bella e ricca moglie si rechino in questo paese tanto favorito, dalla natura.
»Le dodici ragazze di Nyon sono tutte infra i sedici e i venti anni. Educate nei primarii collegi di Francia, parlano il francese, l'italiano, il tedesco, e un po' l'inglese—suonano il pianoforte a due mani, ed anche a una sola, secondo il bisogno—disegnano paesaggi, farfalle, mosche ed altri animali, compresa la figura umana—sono espertissime nei ricami, e scrivono con buona calligrafia, ed hanno poi un'ultima dote—una dote, che io reputo la più interessante, la più magnetica—una dote di circa cinquecentomila franchi per ciascuna.
»Amico.—Spero vorrai compiacermi di questo lieve favore... Non si tratta che d'un semplice annunzio nei giornali più accreditati di costì.—Nè credo necessario spiegarti per quali ragioni io prenda un interesse sì vivo a queste povere figliuole... A suo tempo saprai tutto, e vedrai che, come sempre, ho agito per scopo umanitario.
Tuo devotissimo
Francesco R.»
—Ed io rimango in questa maledetta pozzanghera, a godermi un vento sì nemico alla salute degli uomini ed alla pudicizia delle donzelle!—A Nyon! A Nyon! Corriamo a respirare quell'aria imbalsamata d'amore....—Pretenderebbe egli, quel matto di Francesco, che io additassi agli altri la strada del paradiso, per rimanermene a cento leghe di distanza? Sarei pure il dabben uomo s'io seguissi un tale consiglio.
È inutile dire che il giorno istesso partii da Marsiglia alla volta di Nyon.
II.
Le ragazze di Nyon non rappresentano alla mia fantasia i tipi più omogenei.... per una moglie.... E quand'io mi decidessi a un tal passo—il passo più buffo e più serio della vita umana, che si chiama il matrimonio—forse vorrei rifletterci due volte prima di accordare la mia mano e l'altre estremità del mio individuo a fanciulle che troppo a lungo desiderarono.—Io vorrei una moglie alla buona, nè tanto dotta da addormentarmi colle sue dissertazioni, nè tanto sciocca da costringermi a farle da pedagogo. Non esigerei che mia moglie parlasse quattro lingue, ma vorrei conoscesse l'italiano a perfezione, e che, poco curando la calligrafia, nello scrivere non dimenticasse i punti e le virgole, nè trascurasse gli accenti e le consonanti doppie ove si richieggono.—Pretesa ben minima in apparenza, quantunque alcuni amici miei, esperti in tali materie, mi assicurino che una donna la quale parli bene la propria lingua e scriva colle regole della ortografia, sia fenomeno raro a trovarsi. Nè mi andrebbe a sangue veder la mia donna occupata tutto il giorno in disegni, ricami, intrecci di lane e simili frascherie; ma vorrei all'incontro che ella fosse esperta nel far calze e camicie, nel friggere una cotoletta, nell'improvvisare un buon intingolo. Da ultimo, vorrei bandito dalla mia casa il pianoforte; perchè una moglie che suona il pianoforte è la più pericolosa delle mogli, che sono pur tutte pericolose assai.—La musica tira in casa molta gente; vengono i dilettanti, si combinano i sestetti, poi i terzetti, e si finisce coi duetti, composizione terribile inventata a danno dei mariti.—Da quanto ho esposto, ciascun vede che le ragazze di Nyon non fanno per me, e che io mi reco in quel paese coll'unico scopo di verificare le strane asserzioni del mio Francesco, non essendomi discaro poter ammirare il bel volto di quelle dodici figliuole; perocchè ho ferma opinione che il contemplare anche da lontano una bellissima donna valga meglio che l'abbracciarne una brutta.