Le vergini di Nyon


I.

—Una lettera da Nyon—disse il cameriere, bussando sommessamente all'uscio della mia camera.

—Chi scrive?... Quel matto di Francesco. Leggiamo:

«Amico carissimo,

»Se mai nel corso della vita ebbi ragione di maledire la precoce canizie e le rughe che mi hanno difformato il volto, fu appunto nel giungere in questo romantico paesello della Svizzera. Spiega sul tavolo la carta geografica; cerca coll'occhio e colla mano quel punto quasi impercettibile ove trovi scritto Nyon, e figurati di vedere un gruppo di case pittoresche, sorgenti dal lago, circondate da colline e poggetti ameni a vedersi, un cielo sempre sereno ed azzurro—un angolo insomma del paradiso terrestre.

»Ma quello che non puoi avere inteso, e che neppure sapresti imaginare, si è, che le più belle ragazze create da Dio a consolazione dei mortali, albergano in quelle case, passeggiano sulla riva di quel lago, e vengono ogni sera a respirare quell'aria balsamica.