Mi alzai da sedere e volsi indietro lo sguardo. Il povero Francesco era ancora là, impietrito, sulla porta delle Messaggerie e mi salutava colla mano, mentre coll'occhio guardava fissamente la lettera misteriosa.

Fu egli fedele alla promessa? Debbo io credere che egli abbia lasciato passare tutta una lunga mesata (e dico lunga, perchè la curiosità e l'impazienza correggono prodigiosamente la velocità delle ore) senza disuggellare il mio piego?...

Fatto è che un mese dopo, proprio un mese dopo, io riceveva da Nyon la lettera seguente:

«Mio nume e profeta,

»Ho finalmente aperto—oggi soltanto, te lo giuro—il plico fatale, che mi gettasti nella mano il giorno della tua partenza da Nyon.

»Ho letto la tua profezia—l'ho letta nel momento istesso in cui essa riceveva dai fatti la più completa, la più solenne, la più luminosa conferma.

»Questa mattina, il Consiglio comunale di Nyon ha votato una prima somma di L. 400,000 per la erezione di un teatro, ed io venni eletto e nominato, per acclamazione, direttore intellettuale e impresario per dieci anni degli spettacoli che qui si daranno.

»Tutto ciò è dovuto alla tua eloquenza;... alla profonda sensazione che qui ha lasciato il tuo discorso....

»All'indomani della tua partenza da Nyon, una delle dodici vergini fu estratta cadavere dalle onde... Nelle tasche di quel cadavere, come diceva il decroteur della piazza, fu rinvenuto un foglio sul quale era scritto: muoio perchè dispero di poter mai sposarmi ad un uomo di mio genio....