—Parla!... ti autorizzo....

—Sapete voi dirmi esattamente quale risulti la lunghezza del vostro augustissimo naso, misurandolo colla mano dalla radice alla punta?

—Mezzo palmo nè più nè meno—rispose l'infelice monarca abbassando gli occhi e arrossendo come una fanciulla al confessionale.

—Ebbene, rispose il ministro con accento di trionfo—col mio sistema di incrociamento noi otterremo che, al solo vedervi, il re, la regina di Citrulia e tutte le persone del loro seguito rimangano con un palmo di naso.

—Un palmo!... Ah!... se ciò avvenisse... ti giuro, mio ottimo Canella, che io creerò per te un nuovo ordine equestre...

Ma il re non ebbe tempo di compiere la frase, perocchè il ministro, che aveva preparato il suo gran colpo di effetto, fece alzare le cortine di seta che dividevano la sala dal vestibolo—e uno strano spettacolo si presentò agli sguardi del principe.

Erano uomini? Erano rinoceronti? Erano elefanti? Ciò di cui nessuno avrebbe potuto dubitare gli è che fossero nasi.—Quando il ministro Canella gli ebbe fatti avanzare, allora soltanto il re Piperio fu in grado di accertarsi ch'erano propriamente individui della specie umana.

—Sire! ripigliò il ministro colla serena pacatezza di chi pregusta il trionfo di un'abile strategia—eccovi dinanzi i ventiquattro nasi più badiali e meravigliosi che mai si vedessero al mondo. Sono un prodotto delle nostre provincie, e c'è d'andarne orgogliosi. Innanzi l'arrivo del re dei Citrulli, ne troveremo parecchie centinaja del medesimo conio e forse anco più massicci—Vostra maestà comincia adesso a comprendere qualche cosa del mio sistema di incrociamento?

Il re pareva assorto in un'estasi di contemplazione, e non dava risposta.—Frattanto i ventiquattro nasi, sotto il comando del loro capitano, eseguivano delle evoluzioni bizzarrissime per le quali tratto tratto veniva intercettata la luce delle finestre.