La regina entrò nella sala inosservata.

La vista di quei nasi inverosimili parve affascinarla.—Stette..... guardò..... ammirò.... fu sul punto di cadere in deliquio.—Poi, volgendosi improvvisamente al marito tuttora assorto nello strano spettacolo.—Piperino mio! gli disse con amabile civetteria—se all'arrivo del re di Citrulia non trovi la maniera di allungarti quattro dita quel tuo gramo nasicciuolo da micio, in verità vorrai farmi una bella figura fra queste cappe da camino che manovrano nella tua corte!

Il re comprese, o parve comprendere.—Si guardò il naso in uno specchio, e il suo regale sorriso parve esprimere due sentimenti controversi di soddisfazione e di vergogna.

—Ebbene?—domandò il Ministro alquanto umiliato e perplesso.

Incrociamo! rispose il Re—ciò che più preme pel momento è che il re dei Citrulli non rida al naso di re Piperio.

V.

La fregata a vapore che conduceva a Panamia gli augusti ed illustri visitatori entrò il giorno due di agosto nel porto della capitale.—Al seguito del re e della regina si contavano non meno di due mila individui d'ambo i sessi.

Giusta gli usi del luogo e dell'epoca, sovra una piazza a poca distanza dal molo stava eretto un grandioso padiglione, dove tutti i grandi dello stato, ad eccezione del re e della regina, erano convenuti per prender parte al cerimoniale del ricevimento.

Il ministro Canella in abito di parata andò ad incontrare i principi stranieri, e, fatta secondo il costume una riverenza a schiena rivolta, proferì la sacramentale parola del benvenuto:

—In nome di S. M. Piperio III, re dei Panami; in nome dell'augusta sua consorte e degli augusti loro figli già nati e nascituri—a te Cucurbio XIV, ed alla tua augusta consorte Sabetta, ai vostri augusti figli che sono e che saranno, agli illustri del vostro seguito e seguito del loro seguito, benedizione e salute nella vita e nelle borse!—Nella mia qualità di ministro plenipotenziario del re e caudatario della regina, ho l'onore di presentarvi i grandi del regno!