—Serafino...!
—Addio!
—Tu dunque....?
—Fra tre giorni... tuo marito sarà chiamato... al servizio.
—Crudele!... Ah! troppo io dissi... o tu intendesti troppo!
VIII.
Giacomo Pizzalunga, il droghiere, il marito dell'Angiolina, è un buon cittadino, patriota fino alle midolle, vero tipo del popolano ottimista la cui parola d'ordine è: «comunque la vadi, i Tedeschi non tornano più!» Nel 1848 egli fu tra i primi a farsi la divisa del milite cittadino—forse fu il primo a montare la guardia armato di tutto punto. Egli avea conservato scrupolosamente le sue insegne militari durante il triste decennio... Nel 1859, prima ancora della battaglia di Magenta, egli aveva diseppellita l'antica tunica da una enorme cassa di candele steariche... Spazzolò ben bene il drappo—diede il lucido ai bottoni... ma nell'atto di riprovarsela indosso... conobbe tutta la enormità del proprio addome.... Quella uniforme divenne per lui la pietra del paragone—egli si accorse di esser ridicolo. Angiolina, volgendo una occhiata alla pancia formidabile del marito.... sentì che aveva cessato di amarlo!...
IX.
Giacomo Pizzalunga svestì con dolore la nobile divisa.... e all'indomani consegnolla al sartore perchè ne facesse un paio di brache al puttino... Da quel giorno il buon uomo parve mutato... Ogni qualvolta, andando a spasso coll'Angiolina, gli occorreva di incontrare un drappello di militi cittadini, egli volgeva il capo altrove... abbassava gli occhi, e cantaticchiava mestamente: