Il Pizzalunga si asciuga il sudore che gli sgocciola dalla fronte a grosse bolle—poi risponde con voce turbata: pur troppo la casa dove fu consumato il delitto.... è la mia abitazione! Io godo tutto l'appartamento anteriore del terzo piano!

—Che! voi abitate al terzo piano! gridò la folla.—Voi dunque saprete chi abbia lanciato l'acquoso proiettile.... Voi ci darete in mano l'autore del tentato assassinio....

—Fosse anche mia moglie! replica il Pizzalunga con accento spartano—io prometto e giuro che giustizia sarà fatta! Pur troppo in questo momento non sono più marito, non sono più droghiere—io rappresento un membro della forza pubblica, un difensore dell'ordine! Però, signor caporale, oso chiedere una grazia.... Se tutto il corpo d'armata entrasse nell'appartamento di Angiolina, ella forse ne morirebbe di terrore.... Lasciate che lo perlustri da solo.... S'ella è rea—ve l'ho promesso,—ve l'ho giurato—subirà la sua pena.—S'ella è innocente; se altri....

Ma qui il Pizzalunga non potè proseguire...... Quell'altri era troppo inverosimile.—Angiolina, in assenza del marito, doveva necessariamente trovarsi sola!... Ah!—non sapeva l'onesto droghiere quale orribile trama fosse stata ordita contro di lui nel boschetto del ricino, e nell'isola delle zucche.

XXX.

Il caporale cedette alla preghiera del milite—Pizzalunga dischiuse il portello; entrò lentamente a schiena ricurva—e si perdette nell'ombra.

XXXI.

Gli altri militi si posero in agguato agli sbocchi delle vicine contrade.....

Gli assembrati tacevano... aspettando la vittima...