— Senza dubbio nel 1848 voi prendeste parte ai combattimenti delle cinque giornate...

— Durante la rivoluzione io mi trovava a Parigi. Corsi a Milano, ma non ebbi la fortuna di giungere in tempo.

— Più tardi vi sarete arruolato nelle schiere di Garibaldi che movevano al campo...

— A quell'epoca io era già partito per sollevare la Toscana.

— Foste a Roma nel 1849... a difendere l'ultimo asilo della libertà italiana?

— Nel 1849 io mi recai a... Parigi... per soffocare i primi moti della reazione.

— E negli ultimi mesi decorsi... senza dubbio avrete preso parte alle battaglie di Magenta e di Solferino...

— Il mio posto non era a Solferino... ma sibbene a Londra, ove ho contribuito potentemente alla caduta del ministero Derby. Ma che razza di esame è codesto? Perchè tante domande suggestive ad un uomo che vi ha detto sul bel principio d'essere stato quattro volte appiccato in effigie?

— La vostra effigie deve aver molto sofferto a pro della patria... ed io deciderei la questione in favore di essa... Ma quanto a voi, signori...

— Quanto a me, — ripiglia il Nebbia, — oramai vedo d'aver compiuta la mia missione morale. Al primo grido d'allarmi, io correrò sotto il vessillo della patria, beato di morire per essa.