— E tale è anche il mio proposito, — soggiunge il Trigambi. — Al primo colpo di cannone io sarò tra le file dei combattenti...

— Io non desidero che la morte sul campo di battaglia, — prosegue il Nebbia, levandosi in piedi.

— Il mio petto anela ad una palla, come l'assetato alle fresche sorgenti.

— Morte ai tiranni!

— Morte ai nemici d'Italia! —

I due colleghi brandiscono le forchette, e paiono sul punto di scagliarsi contro le orde create dalla loro immaginazione. La pendola suona otto ore.... Io mi levo, fingendomi commosso di entusiasmo, vado a dischiudere le imposte del balcone, e immediatamente uno... due... tre... spari s'odono al piè della casa.

— Corpo di mille diavoli! — esclama il Lanfranconi — Questo è un combattimento a fuoco vivo...! —

Io mi ritraggo dal balcone. Il Nebbia ed il Trigambi han deposte le forchette... e sono ripiombati sulle loro scranne, col pallore nel volto.

— Presto! qualcuno scenda abbasso! — grida il Lanfranconi. — Che diavolo sarà accaduto...? —

Nessuno si muove.