— Fallo entrare nel gabinetto — rispose il Bartolami — fra due minuti saremo a' suoi ordini.

— Telesforo Riga! — mormorò Clementina — in guardia, marito mio!.. Troppo di buon'ora... I primi a concorrere sono quasi sempre i peggiori...

— Giudicheremo! disse il Bartolami sbuffando.

Il fabbricatore di ceralacca era in preda ad un affanno convulso.

Poco dopo, i due coniugi Bartolami entrarono nella sala, dove un giovine di bell'aspetto, ma alquanto scucito negli abiti, stava attendendo.

Il Bartolami si era messo l'abito di gala e la cravatta bianca. Clementina portava un elegante peignoir di mattino, che disegnava perfettamente i contorni pronunziati della sua bella persona.

Il giovine fece un inchino alla signora: poi, volgendosi al Bartolami che a sua volta si profondeva in inchini per darsi il tempo di meditare un complimento in lingua italiana, gli porse una lettera.

Il Bartolami sedette gravemente, si pose gli occhiali, e dopo aver letto:

— Ella dunque, disse al giovane, ella dunque aspirerebbe all'impiego di collaudatore?....

— Si tratterebbe — entrò a dire Clementina — di collaborare ad un giornaletto sul far del Pungolo, che uscirebbe ai primi del prossimo gennaio sotto la direzione di mio marito... qui presente!... Crede ella di poter assumere la responsabilità.... della pubblicazione?....