E noi, in luogo di riferire le impressioni che la lettera di Clementina produsse nel giovane letterato, sorvoleremo allo spazio di quarantotto ore, per vederne immediatamente l'effetto.
V.
Quella mattina il signor Onofrio Bartolami si levò di buon'ora, e la moglie con lui.
— Io credo che i concorrenti non si faranno aspettare — disse il negoziante di ceralacca — bisogna prepararsi a riceverli... Tu sarai presente, Clementina... Diffido di me stesso... È la prima volta che abbiamo da fare con della gente letterata, e non vorrei sfigurare... Cognizioni ne abbiamo molte... ma tu sai, Clementina.... si tratta di parlare toscano.... ed io.... sventuratamente.... non ho mai voluto esercitarmi a questa lingua....
— Non aver paura... Saremo in due... Che serve il prendersi soggezione? Se provi qualche difficoltà a parlare il toscano, ricorri prontamente al tuo meneghino... e ciò farà dell'effetto.
— Attenzione, Clementina!... Mi pare che abbiano suonato.... Mancano venti minuti a otto ore.... Cominciamo per tempo!
Silvestro bussò leggermente all'uscio della camera.
— Signor Onofrio, c'è là fuori un giovinotto che desidera parlarvi...
— Il suo nome? — domandò Clementina ansiosamente.
— Telesforo Riga.... ed è venuto per quel tale avviso del Pungolo.