La signora Menafuoco, senza far caso dello strano avvertimento, ripiglia la conversazione:
— Io... per me poi... non sono tanto sensibile al Pungolo come le mie figliuole!... Lo leggo, lo studio alla sera in letto... poi mi addormento... e buona notte! Ma esse... queste benedette creature... non la finiscono più... quando l'hanno in mano! Se Giulay potesse tornare in questi paesi, io credo che la nostra casa sarebbe la prima ad essere bruciata... tante ne hanno dette queste figliuole contro... Ahi! signor Gallina! Ma lei non vuol tenerle al fermo quelle sue gambe! Mi ha posto il calcagno sul dito mignolo... e le giuro che non mi ha fatto piacere.
Il Gallina straluna di nuovo gli occhi, ed accennando ai due scienziati che fino a quel punto non hanno aperto bocca, risponde alla signora Menafuoco: «Se bramate sapere di qual modo tratterebbe Giulay le vostre figliuole... qui vi hanno persone, che potrebbero.., forse...
Le occhiate, i calci, le allusioni del Gallina sono troppo significanti perchè le signore Menafuoco non si mettano in sospetto. Cornelia, che stava per tentare una seconda dimostrazione di simpatia sulle gambe del signor Frigerio, ritira prudentemente la punta dello stivaletto. Rosalba, torcendo gli occhi maligni verso l'altro scienziato, si fa ardita a dirigergli la parola per conoscere com'egli la pensi in fatto di politica:
— Se il signore brama leggere il Pungolo...
— Io? leggere il Pungolo!... risponde il geologo riscuotendosi dalle sue meditazioni... Le sono di cuore obbligato... Sventuratamente non ho mai potuto abituarmi a leggere in vettura... E poi... le confesso che la politica del Pungolo non mi va troppo a sangue.
— Lo credo! mormora il Gallina.
— Forse ella preferirà i giornali dell'opposizione....
— Amo i giornali che ragionano, che seguono un principio determinato, che mirano ad uno scopo fisso...
— Come ad esempio l'Armonia, la Sferza, il Campanile, soggiunge il Gallina digrignando i denti...