— A quanto pare, prosegue la signora Menafuoco, ella non è troppo partigiano del Ministero... Francamente parlando, ella non ha tutti i torti... Noi ammiriamo il conte Cavour, ma le nostre simpatie sono per Garibaldi. Ambedue sono onesti... come noi; ambedue vogliono l'Italia... come noi. Noi saremo con essi finchè essi sono colla nazione... e con noi... Finchè essi procederanno francamente, lealmente, onestamente, coll'Italia: noi francamente, lealmente, onestamente, procederemo con essi..... In caso diverso — lo diciamo apertamente — noi onestamente li combatteremo.

Per sottrarsi al tormento d'una politica troppa sonora, il signor Zannadio cava di tasca un portafogli e vi scrive alcune cifre. Mentre il Gallina, levando il capo sopra le spalle dello scienziato, sembra cogli occhi assorbire lo scritto, Cornelia crede bene di tentare un colloquio col signor Frigerio:

— È la prima volta che il signore si reca in questi paesi?

— Sì... signora.

— Va forse a Bellano?

— No... signora.

— A Chiavenna?

— No... signora.

— A Menaggio?

— Sì... sì, signora.