I fanciulli riaprono gli occhi e le bocche...
— Eh!... funghi... che ne dici, Teresa?... Eccellenti i funghi... alla spazzacamina! Peccato che due ore fa abbiamo mangiato del latte a Biassonno!
— Sicuramente! ripetè la moglie del regio impiegato — abbiamo bevuto del latte a Biassonno...
I figli del signor Regola cominciano ad impazientarsi... L'un d'essi ha la sfrontatezza di borbottare a voce abbastanza intelligibile: sono già sette ore che l'ho digerito io... il latte di Biassonno!... Oh! vedo... che si finirà coll'andare a letto senza cena!
L'ostessa, non meno impaziente, fa di mala voglia nuove proposte al signor Regola.
I pesci fritti vengono rifiutati in grazia delle scaglie.
Le uova perchè indigeste alla sera.
I formaggini di capra perchè troppo eccitanti.
L'insalata perchè troppo deprimente...
— Oh! mi viene un'idea! esclama il signor Regola battendosi la fronte, come uomo galvanizzato da subita ispirazione. — Una cena poetica! una cena di occasione!... Se bevessimo... del torbolino!... Del torbolino dolce! che ne dite, figliuoli?... Quattro fette di pane nel torbolino: non è questa la migliore delle cene?... Da bravi! attorno alla tavola!... sedete... La nostra brava cugina ci fornirà quattordici bicchieri puliti e due boccali.... no!.... basteranno sette bicchieri... Il torbolino riscalda.... Dunque sette bicchieri.... del più fino! due pagnotte di mistura!... Ed ecco improvvisata una cena di nuovo genere... una cena gustosa... nè troppo grave allo stomaco, nè troppo leggiera... Che ne dite, figliuoli?