I ragazzi minori di dodici anni gridano viva! battendo le palme. Non così i più adulti, nella cui immaginazione insiste l'idea dello stufato coi funghi e d'altri commestibili più sodi, del cui profumo è voluttuosamente impregnata l'atmosfera. Le due zitellone losche tengono continuamente gli occhi rivolti al cappone ed al signore che fuma.
Mentre le figlie dell'oste distendono le tovaglie e dispongono i bicchieri, madama Regola trae in disparte l'ostessa per chiederle informazioni sui vari personaggi che si trovano in cucina.
Madama Regola, come tutte le madri che hanno figliuole da maritare, in campagna come in città, va in cerca di un partito... Sotto la denominazione di partito, madama Regola intende tutti gli uomini più o meno giovani, più o meno civili, che avrebbero i requisiti necessari per sposare una delle sue ragazze.
— Chi è quel brutto signore... che siede là in fondo... in compagnia di quell'altro signorino ancora più brutto? chiede madama Regola all'ostessa.
— L'uno è il professore Adanulfo Schiena, un talentone che parla poco e in modo che nessuno lo capisce... L'altro è il contino Bisciolla, che quest'anno ha ottenuto il permesso di fare il suo primo viaggio di istruzione... e percorre la Brianza sotto la tutela del professore...
— Il contino è molto giovane, pensa madama Regola — non può avere più di dieciasette o dieciotto anni — sarebbe un partito da coltivarsi per la Geltrude o per la Tilde... Quanto al professore... se fosse celibe... si potrebbe combinare un affaretto colla Melpomene o coll'Agatina... Ma chi è quell'altro che sta ritto in piedi dinanzi al camino?...
— È un signore, di cui non conosciamo il nome, ma è certo un gran signore... Egli ha la passione della pesca; i nostri contadini lo chiamano il terrore del Lambro.
— Credete voi che egli sia ammogliato?
— Non ne so nulla! risponde l'ostessa, che avendo essa pure due figlie a maritare, ha fatto qualche calcolo sul signore dal pesce.
Ma la tavola è imbandita. — I bicchieri sono disposti in giro — il regio impiegato distribuisce solennemente le fette di pane...