— A letto! a letto subito!... Mettetemi a letto... quel figliuolo! Cospettone!... La repubblica! Anche questa mi toccava udire! Oh, ma, signori miei... io non c'entro per nulla in questa faccenda! In casa mia... vi giuro... che mai... da nessuno fu proferito un tal nome!...
E la voce del regio impiegato muore strozzata da un impeto di terrore e di sdegno, che nessuno degli astanti avrebbero preveduto.
Oh! gli impiegati!... — Amico lettore: permetti ch'io sospenda il mio racconto, per invitarti a versare una lagrima sugli impiegati in genere, e sul signor Augusto Regola in ispecie!
Piangi! oh piangi, amico lettore, sugli impiegati prolifici! Quando tu avrai un impiego governativo, e per giunta una dozzina di figliuoli, griderai anche tu come il signor Augusto Regola: viva chi paga!
Teobaldo Brentoni dinanzi al vecchio illividito dallo spavento, ha perduto il coraggio delle proteste. Il fanciullo ha subito la sua condanna... Augusto Regola è fuggito dalla cucina traendo seco metà della famiglia...
Il regio impiegato non comparirà più mai in un luogo dove fu pronunziato il nome di Giuseppe Mazzini.
La partenza del signor Augusto Regola e della sua prole mascolina ha prodotto qualche sensazione nella adunanza. Il professore Adanulfo Schiena si fa recare il conto, e già muove per ritirarsi in compagnia del suo nobile allievo, quando il Brentoni volgendosi al contino Bisciolla, che fino a quel punto era rimasto silenzioso cogli occhi bassi: — Che ne dite, cittadino, di questa scena? gli chiede. — Sareste anche voi per avventura impiegato regio? Io non v'udii rispondere all'ultimo nostro brindisi in onore del nostro grande agitatore dell'Italia, dell'apostolo dell'Idea!...
Il contino diventa rosso come bragia, e interroga cogli occhi il professore perchè gli suggerisca una risposta...
Il pedagogo si inchina gravemente — rialza gli occhiali sulla fronte — e risponde col naso:
— Perdoni la signoria vostra, ma tanto io che il mio nobile allievo, signor Conte Bisciolla, eravamo preoccupati da una discussione sulla etimologia della parola Lambro, che io farei derivare dal latino Lambere, come Seregno da Serenum....