— Come Albiate da Album, prosegue il contino sul tono d'un fanciullo che reciti la lezione. — Come Besana da Bacinum, Sovigo da Subjectum, Desio da Decius proconsole romano mandato da Tiberio a incivilire la Brianza...
Il professore e l'allievo, ricambiandosi un'occhiata di reciproca ammirazione, uscirono dalla sala.
— Oh! vedete di che vanno ad occuparsi quest'imbecilli! sclama il Brentoni seguendo collo sguardo i due che se ne vanno... Ecco di qual modo si pensa a fare l'Italia da questi birboni di moderati... E lei?... che ne dice di que' gaglioffi?... Non starebbero bene appiccati ad un lampione come due contrappesi?...
Il nuovo interpellato è il signor Mollasca, il dilettante di pescagione, che sta fumando presso il caminetto...
— Se non erro... il signore mi ha rivolta la parola...
— Ho chiesto il suo parere intorno a quegli animali malvacei... che grazie a Dio si sono allontanati...
— Io non ho prestato attenzione a quanto è accaduto... Mentre que' signori parlavano, io consultava l'oste per sapere se nelle roggie del terzo mulino sulla strada di Albiate si peschino ancora delle anguille e delle trote!...
— Oh! benedetti! benedetti voi, colle vostre etimologie e le vostre anguille! E dire che abbiamo i Tedeschi a Verona! i Francesi a Roma! gli Spagnuoli a Napoli! e i moderati a Torino... Sì! i moderati, più fatali all'Italia che non i Tedeschi, gli Spagnuoli e i Francesi!...
Il dilettante di pesca durante le invettive del fiero demagogo piglia un candeliere, fa un inchino alle donne, ed esce per andarsi a coricare.
— Oh! sta bene che se ne vadano costoro!... Vera peste della società! Obbrobrio della patria!... A voi! a voi, italiche fanciulle! a voi figliuole predilette della creazione! a voi cherubini della terra!... Scuotete voi questa razza codarda! Parlo a voi, creature fantastiche e belle, che avete il fascino nello sguardo, e nella mano una potenza vivificante!