Non temete, o lettori... Io non descriverò le evoluzioni marziali e le gloriose manovre del popolo armato.... Voi forse ci prendereste molto interesse.... ma pazienza per questa volta!... Io non debbo perder di vista l'eroe della mia storia, tanto più che egli è giunto in Besana da due ore, ed ha già suscitato qualche lieve disordine...
Non precipitiamo la narrazione... Teobaldo, venendo da Ponte di Albiate a Besana, avea trovato i suoi due colleghi, lo Zammarini e il Quinetti, i quali, sapendo della festa, muovevano per lo stesso cammino. Sì l'uno che l'altro avean passata la notte a Canonica, una notte poetica, dicevan essi... La famiglia Regola era stata in combustione per causa del torbolino... Le figlie del regio impiegato erano uscite più volte dalla loro stanza per... prender aria... I due giovani, attraversando l'anticamera, non avean potuto evitare degli scontri pericolosi... Infine, sui gradini della scala, all'oscuro, c'era stato uno scambio poco diplomatico di trattative, sicchè le parti contraenti avean giurato riavvicinarsi in Besana il giorno successivo.
Il Quinetti e lo Zammarini, narrando cotali istorie coll'enfasi che è propria dei millantatori, credevano interessare l'attenzione di Teobaldo e conciliarsi la di lui simpatia; ma appena giunti all'ingresso di Besana, il feroce repubblicano proruppe in una catilinaria di nuovo genere, e dopo aver esaltato le virtù delle donne, e inveito contro gli infami che osano profanarla con indegni attentati, abbandonò i suoi due compagni di viaggio, i quali confusi e storditi si diressero verso la piazza.
Nel punto in cui le bande musicali davan principio al concerto, il Quinetti e lo Zammarini riuscirono ad introdursi nel giardino del preposto, dove la famiglia Regola li aveva preceduti. È inutile aggiungere che i figli dell'impiegato regio avean ridotte le aiuole e le piante fruttifere come se vi fosse passata la gragnuola.
Che è? che non è?... Un attruppamento in sulla piazza... Voci che gridano: morte! Pugni levati... gesti minacciosi.... gente che accorre da ogni parte. — Questi interroga — quell'altro narra — poi tutti a parlare in una volta... E di tratto in tratto urli spaventosi dalle masse...
1 concerti della banda sono cessati... i militi si disperdono in varii gruppi. — Tutti voglion conoscere la causa dell'improvviso disordine...
Il Quinetti e lo Zammarini, malgrado l'opposizione delle sorelle Regola, scendono dal poggio nella piazza, e a forza di spintoni si aprono il passaggio fino al centro della folla, ove cinque o sei villani parlano con voce animatissima.
— Sapete voi che cosa ebbe il coraggio di dire quel mostro! Ha detto che i nostri della Civica sono tanti buffoni! grida l'un dei villani.
— Che!... noi buffoni?... noi della Guardia Civica! Ma dov'è quel birbone...?
— Ha detto che noi di Besana siamo tutti pagliacci, perchè perdiamo il tempo a far delle parate militari, invece di... prendere le zappe e le forche, e andare con quelle ad assaltare Verona...!