— Diremo tutto!.... metteteci a terra!.... gridano i due martiri con voce strozzata...
I fischi e gli urli della folla ingrossano minacciosi. Le due sorelle Regola, vedendo dall'alto del poggio due partiti di matrimonio sì gravemente compromessi, svengono fra le braccia della madre...
I contadini di Besana e di Desio, offesi nella loro Guardia Civica, inseguirono e cercarono Teobaldo Brentoni per tutto quel giorno. — Ogni strada, ogni sentiero furon perlustrati da grosse pattuglie... Come avviene in tali confusioni, i militi, non potendo agguantare il vero colpevole, per dar prova d'attività e di zelo, arrestarono il contino Bisciolla e il suo degno professore. Sì l'uno che l'altro furono sorpresi da una pattuglia mentre stavano discutendo se le iniziali S. C. scolpite in una lapide moderna, significassero Strada Comunale, o non piuttosto Senatus Consulto. Vennero legalmente arrestati come figure sospette.
E frattanto dov'era Teobaldo? — Teobaldo, dopo aver predicato due buone ore all'osteria della Sposa bella contro i Piemontesi, contro le Guardie Nazionali, contro i preti, contro i sindaci, contro i carabinieri, contro la Costituzione, contro il Parlamento, contro tutti; ai primi sintomi di procella erasi ricoverato in una botte.
All'indomani, un contadino tenero di cuore, il Malo Amen di Albiate, trasportava a Monza col suo carretto la botte misteriosa.
Ci viene assicurato che il Brentoni dietro l'esito di quella prima spedizione, abbia rinunziato alla dignità di presidente della Società della morte, dichiarando in pari tempo a' suoi colleghi che il popolo delle campagne non è maturo.
FINE.
Storia di Milano dal 1836 al 1848.
Sotto l'oppressura di una indigestione solennemente cattolica, io mi accingo ad un lavoro altrettanto grave che proficuo: a scrivere la Storia di Milano dall'anno 1836 al 1848. Voi tosto comprenderete che io scrivo dietro incarico di un editore, al quale preme, se non mi inganno, di aggiungere due nuovi volumi alle opere del Verri e del De-Magri, omai screditate completamente. Conviene adunque che io raccolga i pensieri a capitolo — l'impresa è molto arrischiata, ma io solo conosco l'alta mercede che mi attende.
Raduniamo i materiali. Io detesto gli sgobboni che fabbricano la Storia sui libri altrui, sulle testimonianze poco attendibili dei giornali, e sulle codarde adulazioni delle medaglie e dei marmi sepolcrali. — D'altronde, non l'ho io veduta coi miei propri occhi la Storia di Milano dal 1836 al 1848? — Questa riflessione mi fa incanutire venti peli della barba, ma in ogni modo mi conforta, e mi infonde lena al lavoro.